Visualizzazione post con etichetta Sorano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sorano. Mostra tutti i post

martedì 23 aprile 2013

Alla ricerca dell'Oro di Maremma


Lo Storiaio ci ha riuniti, aveva un qualcosa da raccontare..e lui ovviamente non si tiene mai nulla dentro , ha bisogno di esprimersi di comunicare di informare, noi ovviamente siamo tutti corsi, perchè questa abbiamo percepito subito fosse una storia bella e coinvolgente, così,  con il suo fare e con il suo dire ha iniziato con queste parole, che dentro hanno in se STORIA e fascino:

"Sono il tesoro sappi ascoltare,
Sovana smetti di fantasticare,
prega insieme al tuo Patrono,
Mamiliano sa dove io sono,
Il figlio porta alla madre,
la Madre sa dove è il Padre,
dove è il Padre c’è il tesoro,
e il tesoro è fatto di oro"


è andato avanti per molto tempo raccontando tutto quello che sapeva su Sovana, su Mamiliano e molto altro, che abbiamo raccolto e trascritto e che possiamo farvelo consultare nelle nostre strutture e magari mettere qualche estratto qua sul nostro blog.

Ad un certo punto, mentre lui andava avanti a raccontare raccontare raccontare, una persona si è alzata e ha chiesto:
"oh storiaio, oh che c'hai in mano?? 
in effetti stava sventolando un foglio in mano da circa un ora senza ancora aver detto cosa fosse..
e lui:
"oh che c'ho! c'ho una mappa del tesoro!

tutti noi sbalorditi, abbiamo chiesto dove l'avesse trovata e di che mappa si trattasse e lui con tutta calma, ha detto che l'ha trovata in un posto tra Sorano e Pitigliano in uno di quei giri che lui fa sempre alla ricerca si storie da raccontare e che questa era la mappa del  tesoro Di oro di Maremma...

Così l'abbiamo vista e studiata, in modo da capire cosa si nascondesse in quei fogli ormai consumati dal tempo e dalle stagioni, ci abbiamo studiato e ristudiato facendoci domande su domande, ma ancora non abbiamo trovato una soluzione, però, abbiamo deciso di rivisitarla di metterla in una chiave moderna e di riprodurre quello stesso percorso che,  passa proprio tra le nostre aziende.

Abbiamo creato una mappa che è diversa, che racchiude dentro attività UNICHE E NON CONVENZIONALI, tipiche e non facilmente trovabili in altre posti, attività che riguardano il  nostro territorio  con speciali condizioni e speciali realizzazioni, andiamo dalle degustazioni in aziende di punta alle merdende fatte in agriturismo, a dei menù speciali fatti apposta per questa mappa, insomma, abbiamo creato una grande iniziativa, concreta, di unione e collaborazione tra aziende, un'idea divenuta realtà che ha UN SENSO, perchè il SENSO e la cooperazione sono le uniche cose che possono caratterizzare attività territoriali di promozione.
Questo è Oro di maremma.

ECCO LA CARTINA VI CONSIGLIAMO DI SCARICARLA E DI FARVI TRASPORTARE IN QUESTO PERCORSO.



lunedì 31 dicembre 2012

Lo Storiaio racconta: Ho visto gli gnomi

                                   "Ho visto gli gnomi" libro Antonello Carrucoli 

Nella dimensione degli Gnomi l'armonia della propria interiorità con il resto del Creato è alla base della conoscenza.
                                 Auguri a tutti per il Nuovo Anno!! 
Foto del testo- Illustrazioni  a cura di Maria Daniela Vigna   

Auguri di Buon Anno !
Come è bello andare a zonzo in questi giorni di festa.
Vedo tante persone a passeggio per il borgo, molta gente nei negozi.
Maremma Boncitta in mezzo a tanta confusione io mi confondo e il mì papagallino verde, confuso più di me becca come un folle la mia spalla. .
E' meglio se torno fra i miei rotoli e racconto una storia, quella del Popolo Invisibile, invisibile a noi "uomini grandi".
Foto del testo- Illustrazioni  a cura di Maria Daniela Vigna   
La Storia l'ha scritta un mio amico:  Antonello Carrucoli.
Lui è uno Storiaio-Professore e non va in giro per mercati e fiere di paese raccontando storie come faccio io, lui scrive su libri e su giornali.
Antonello racconta quando andando in cerca di funghi nelle campagne intorno i paesi di Pitigliano, Sovana e Sorano nella Maremma, incontrò gli Gnomi.
Partì per cercare funghi di notte da solo, mentre attraversava campagne era impaurito ed irrigidito dal freddo.
Nel silenzio e nel buio gli tornavano in mente i racconti che aveva ascoltato da bambino, storie di paura, storie di streghe di orchi e di fantasmi che si divertivano a spaventare i viandanti nei boschi, la notte.
Era il 23 settembre, giorno dell'equinozio d'autunno.
Durante gli equinozi ci sono 12 ore di buio e 12 ore di luce, insomma un perfetto equilibrio perfetto fra la notte ed il giorno. .

Da sempre,  il 23 settembre gnomi, nani ,elfi, folletti, fate, troll, orchi e orchetti si danno convengo per sfidarsi nella famosa  "Corsa Equinoziale", una vera gara per il popolo invisibile ma anche una  Grande Festa che il Popolo invisibile fa in onore della Natura, dell'armonia del Cosmo e dell'equilibrio fra Luce e Oscurità .

Ogni partecipante alla gara sceglie  il suo "bolide" : foglie, bastoni, api, libellule, scope per fare un giro completo intorno alla terra, con partenza e ritorno nello stesso punto:  il Mondus .
Molto tempo fa gli uomini grandi, tranne gli Storiai, furono squalificati dalla gara, il motivo lo possiamo intuire tutti.

Foto del testo- Illustrazioni  a cura di Maria Daniela Vigna

Antonello Carrucoli, metà Storiaio e metà Professore, sapeva già che i concorrenti  della
"Corsa Equinoziale", prima di arrivare al Mondus avrebbero attraversato Le terre delle fitte nebbie, territorio che si estende tra Bolsena, Sovana, Pitigliano e Sorano nella Maremma Toscana  

All'epoca le nebbie in questa zona si formavano dai vapori delle acque calde di origine vulcanica.  
La testimonianza del passaggio dei concorrenti nel nostro territorio è rimasta nelle Coppelle Rupestri scavate nel tufo, piccole e misteriose cavità che si incontrano lungo il percorso. Nelle Coppelle sono ancora visibili i segni che riproducono costellazioni della volta celeste, vere e proprie mappe incise dal popolo invisibile per non rischiare di perdersi, durante la Corsa.
Altro che segni lasciati da cinghiali o da istrici come raccontano i cacciatori che hanno perso il senso e la memoria dell'evento Cosmico tra un bicchierettu e un altro.

Antonello durante il giorno dell'equinozio incontra gli Gnomi Vel e Dops due nani che per problemi tecnici
sono costretti ad abbandonare temporaneamente la Gara Cosmica e sono fermi nel bosco.
Ora viene il bello.....ma io non posso raccontarvi altro.

Foto del testo- Illustrazioni  a cura di Maria Daniela Vigna

Maremma Boncitta, siamo capaci di iniziare l'Anno Nuovo facendo qualcosa di buono per qualcuno che ha più bisogno di noi?
E allora comprate il libro di Antonello Carrucoli, Storiaio/Professore perchè il ricavato è destinato dall'autore alla ONLUS "Desert Vert  Soong-Taaba" per contribuire alla costruzione di una scuola nel villaggio di Pikieko (Burkina Faso).

Ho visto gli gnomi...di Antonello Carrucoli-Moroni Editore

sabato 21 luglio 2012

Lo Storiaio racconta del suo amico Il Topino .


Stamani  ti racconto un'altra storia :  Il  Topino.
Non è la storia di un animaletto.

Il Topino è il soprannome che la gente di Pitigliano aveva dato ad un uomo.
Maremma bonina, perchè mi guardi stralunato, lo sai come siamo fatti  noi ...gente della Maremma,
Non ci piace chiamare le persone per nome, siamo un pò  bischeri e Ci piacciono i soprannomi .
Una volta assegnato il soprannome a una persona rimane per sempre, passa anche in eredità ai figli e ai nipoti. Adesso fammici pensà e dopo ti dico il tuo soprannome..

Insomma quest' uomo a Pitigliano tutti lo chiamavano :  Il Topino.
Non mi chiedere perchè, perchè non lo so e se lo so non te lo dico.
Maremma bonina, non mi far dire la stessa cosa due volte, perchè poi io mi ombro..
Ora fammi parlà :

Il Topino era un uomo elegante, portava dei baffetti sottili sottili, sembravano i baffetti dei topi.
La su' moglie non li aveva, era una brava donna con il negozio nel borgo.
Lui invece aveva un solo impegno fisso: portare a spasso il cane e meglio se in Piazza.
ll Topino aveva anche una grossa passione: l' archeologia ma non tutta, intendimi,
amava gli  Etruschi ..e qui da noi ce ne è tanta di roba Etrusca !

Il Topino durante il giornodopo aver pensato al cane, pranzato e riposato, andava nel pomeriggio 
alla bottega del barbiere,nel centro del paese. 

Si riunivano sempre lì,  lui e i suoi amici.  Se il Barbiere doveva tagliare tagliare i capelli o fare la barba alla gente, loro gli creavano un meraviglioso fondo musicale armonioso con chitarre e mandolini.
Quando il barbiere finiva il lavoro, prendeva il mandolino e facevano i cori insieme.
Il Topino cantava e canta oggi e poi canta domani, si era messo in testa di poter partecipare alla Corrida.
Si, la Corrida..te lo ricordi quel programma che facevano in Televisione, quello che era condotto da Corrado, il presentatore romano.
Sicuro di avere i numeri per diventare un grande artista canoro, Il Topino fece la domanda perbenino e fu accettato alla gara. 
Mira,
il giorno della partenza per Roma non so dirti quanta gente di Pitigliano e di Sorano era lì alla fermata dell'autobus della Rama, tutti a salutarlo, a fare gli auguri.
C'era anche chi piangeva per la commozione. 
Ora immagina quanti amici si trovarono insieme al bar in piazza la sera dello spettacolo per guardare la Corrida e  Il Topino. !
La Corrida iniziò e nel bar ci fu silenzio. Erano molti i partecipanti e l'ansia cresceva nell'attesa quando finalmente toccò al lui !!
La gente emozionata lo ascoltò cantare " Amara terra mia", canzone di Domenico Modugno .
Poi ?

Mbè, Il Topino non cantò come cantava Domenico Modugno nemmeno per sbaglio,
insomma pare che non andò tanto bene, anzi cantò malissimo, ecco.

Quando tornò a Pitigliano nessuno disse nulla della gara, ma i suoi amici bischeri, seduti nei bar del centro cantarono  "Amara terra mia" per tanto tempo e il Barbiere chiuse per ferie. 
Uomo di spirito e veloce nel recupero Il Topino si riprese presto dalla sconfitta subita. 
Una mattina, mentre come sempre era a spasso in piazza con il cane, due turisti tedeschi gli chiesero informazioni sulla Sinagoga di Pitigliano. Lui, elegante e pronto, rispose.
Poi i turisti Tedesci chiesero al Topino quanti Ebrei  dopo la guerra  vivevano ancora a Pitigliano .
Il Topino si voltò di scatto e con voce alta, quasi intonando disse : 
"Se non lo sapete voi quanti Ebrei  avete lasciato in giro, lo posso sapè io ? " 

lunedì 16 luglio 2012

Lo Storiaio racconta: Orso, Isabella e un Parco

E' lunedì e torno con un' altra storia .
Vuoi che te la canto o vuoi che te la conto?
Se stai boncitto ti dico la storia di Orso.
Chi è Orso?
Il Conte Orso Orsini e le sue gesta nel Parco degli Orsini  a Pitigliano, Parco conosciuto dalla gente di Pitigliano e di tutta la Maremma come:
Poggio Strozzoni.
Ti spiego il perchè anche se è una storia con un brutto epilogo, ma non racconto solo le storie che finiscono bene, nemmeno ai cittini!

Devi sapere che a settentrione di Pitigliano, uno dei paesini più belli della maremma,
esisteva un promontorio tufaceo e sotto il promontorio scorrevano due fiumi la Lente e il Prochio.
I Conti Orsini nel 1500 trasformarono il promontorio in un parco magnifico, immagina ..si entrava nel Parco attraverso una porta bugnata poi si attraversava un ponte che passava sopra le cascate. Un Paradiso!
Statua di donna Foto by Carlo Fè


Certo che il Parco c'è ancora ! Non mi dire che non lo conosci, mica sarai grullo ?

Pensa allo splendore di questo luogo abbellito dagli Orsini con statue di tufo, sedili e padiglioni per assistere comodamente alle battute di caccia : immagina ..non li vedi con gli occhi della mente i Conti con le nobil-donne tutti seduti lì in chiacchera?
.
Padiglione di tufo-Foto by Carlo Fè

Padiglione foto by Carlo Fè-fotografo di Pitigliano

Anni dopo la costruzione del Parco a Pitigliano dominò il  Conte Orso Orsini che aveva fama di uomo violento ed arrogante. Orso era sposato con Isabella.
Ti dico di più :
Si raccontava che al Conte piacevano molto le donne . Infatti, mentre si trastullava con un'amante a Sorano qualcuno lo avvertì che a Pitigliano era arrivato un Duca di Farnese il quale, pur non trovandolo in casa, aveva scelto di rimanere a Pitigliano per corteggiare Isabella.
Furioso e geloso come un ossesso Orso corse a Pitigliano. Incontrò la moglie nel parco e con rabbia poco soffocata le chiese
 "Cosa hai fatto a Pitigliano mentre io ero assente ? " .
 Isabella risentita dal tono arrogante di Orso  rispose impulsivamente:
"Quello che hai fatto tu,  a Sorano" .
 Bastò questa frase per far scattare la violenza inarrestabile di Orso Orsini.
Accecato dalla gelosia Orso mise le mani sul collo della moglie, la strozzò e gettò il suo corpo sotto il ponte.