mercoledì 26 settembre 2012

Lo Storiaio racconta: Sasso che ruzzola 'un fa carpiccia

" Sasso che ruzzola 'un fa carpiccia.." , 

è un lemma dialettale della Maremma Toscana, carpiccia significa muschio.
Viene usato per  indicare una persona incostante, che non ottiene risultati.

Ti voglio raccontà la Storia del mio amico Telemaco, un uomo che amava  questa frase.

C'è nella Maremma un posto speciale..:  La  Montagna dell'Elmo di Sorano.
Proprio qui abitava il mio amico di nome Telemaco.

Telemaco, si, lui si chiamava in questo modo,  perchè mi guardi con imbambolato?

Sei stupito dal nome?
Maremma Boncitta, i mei  amici maremmani avevano nomi ancora più buffi :
Dinamo, Eurialo per gli intimi Euro, Siriano, Sirio, Silia, Selvatico, Arunca.
e potrei continuare e fare una lista lunga lunga.
Potremmo divertirci tutti insieme a crearla...

Qui in Maremma quando una coppia aspettava un cittino non andava mica a cercare sul calendario il  nome da dare, nemmeno gli garbava tanto usare il nome del nonno.
Maremma Speciale,  i nomi per i cittini venivano pensati sul momento, la scelta era legata a qualche  avvenimento, ma fammi continuà la storia :

Io avevo un amico che si chiamava Telemaco e abitava in un casale antico sulla montagna dell'elmo insieme alla mamma e alla su' sorella.

Era un ometto boncitto Telemaco aveva sue grandi passioni:  i  fegatelli  e il vino.
La sù mamma con la sù sorella quando tornavano a casa lo trovavano spesso con il fiasco vuoto sul tavolo.

Un fegatello e un bicchierettù, un fegatello e un bicchierettù .
Per questo le poverette nascondevano la chiave della cantina.
Il mio amico però non era un pollero e la cantina l'apriva pure senza chiave.

Telemaco un giorno decise di sposare Marietta.
Gli garbava tanto la giovane contadina che abitava nel podere vicino.
Il dubbio che lo affligeva era " come dirglielo" .
Telemaco non sapeva da che parte comincià.
Marietta per giunta, era una persona più timida di lui .
Così ' un giorno dopo aver tanto riflettuto
prese l' importante decisione.

Andò in cantina  con 20 fegatelli , immaginò la scena, poi bevve un bicchierettu e mangiò un altro fegatello e con fierezza si diresse verso la casa di Marietta.
Arrivato alla porta bussò in modo deciso.
La su' faccia era rossa ma la voce era tonante. Assunse un atteggiamento " virile",  guardò in faccia
Marietta e così all 'improvvico, senza farla nemmeno riprendere dalla sorpresa,  le  disse  :



- Marietta, io sò un uomo ma .. 
" Sasso che ruzzola non fa carpiccia ",
mi vuoi sposare ?-  



domenica 16 settembre 2012

Lo Storiaio racconta: Barbetta il Falegname


E' arrivato il tempo della vendemmia  e sono pronto per raccontarti un'altra storia.
Non ti voglio mica sfruzzicà pè farmi ascoltare, Maremma Vinaiola! .

Stai boncitto e attento mentre ascolti la storia di Barbetta.
Come chi era Barbetta?
Sciotè,  non sai chi era Barbetta! Eppure lo sanno tutti .
Augusto Sadun detto Barbetta era un ebreo che viveva a Pitigliano e di  professione faceva il Falegname.

Maremma complicata, ora i pensieri insieme ai ricordi  mi sfarfallano nel cervello e  mì devo concentrà per bene prima di iniziare il racconto.

Barbetta  aveva la bottega nel Borgo antico di Pitigliano, sulla strada della Sinagoga.
Via Zuccarelli  è scritto sulla cartina del paese.
Chiamatela un pò come vi pare, i Pitiglianesi la chiamano con il suo nome  popolare :  " Il Ghetto" .
Il Ghetto è la strada più più bella del borgo.
Vicoli e scale scivolano ai lati della via insinuandosi come fa l'acqua nel tufo per terminare a strapiombo su un paesaggio spettacolare.
                                                 Via Zuccarelli-Pitigliano - Foto by Carlo Fè


Barbetta era un bravo e stimato falegname, la sua bottega era sempre operosa.
Capitava, purtroppo, che una  famiglie del paese gli ordinasse  una cassa da morto.
In quei tempi le casse venivano costruite su misura .
Quando arrivava l'ordine della cassa da morto su misura, Barbetta trasferiva la sua attività nel bel mezzo della strada .
Non costruiva mai  le bare all'interno della sua bottega, va a capì il perchè.
Forse la bottega era buia e lui si impressionava, forse era stretta e aveva bisogno di maggiore spazio. Insomma però ti dico per certo che Barbetta  le casse da morto le costruiva solo in mezzo alla strada, davanti alla sua bottega .  

Era più tranquillo-  dici tu ?-  Siee meglio,  non era mai tranquillo.
Immagina te quanta gente passava su e giù per quella strada durante il giorno.
Te lo dico io, tanta gente camminava lì per il Ghetto. In quella Via c'erano molte botteghe, c'era il  forno, il calzolaio, il macellaio e la  Sinagoga.
                                                       foto by Carlo Fè

Credimi,  quella strada era  un via vai di gente.
Incrociando Barbetta  in mezzo al Ghetto a  nazzicà nella cassa,  tutti si fermavano per dirgli : :
Oh Barbetta... e chi è morto ? 
Barbetta detestava queste domande, si sentiva come sciunito dalle parole e dai rumori.
Per  levarsi subito la gente di torno lui,  senza nemmeno alzare gli occhi, rispondeva dando un nome al   defunto, il primo che gli veniva in mente, ma mai quello giusto.

Che le risposte di Barbetta fossero sempre errate era un fatto conosciuto,  ma la gente non demordeva, gli sciorni come sai, la curiosità non la sanno trattere .
Così erano tanti a scompiglià Barbetta, che continuava imperterrito a  inchiodà la cassa.  


Un giorno Barbetta aveva una cassa da consegnare,  ma il lavoro ordinato in tempo  non era ancora  finito.
Il ritardo si accumulavo ed il falegname era nervoso.

Il morto quella volta, era un personaggio molto conosciuto ed importante nel paese.
Immagina te ora quanta gente c'era quel giorno intorno al povero Falegname,  lì in mezzo al Ghetto.
Più Barbetta si concentrava per accorciare i tempi, più lo sciame aumentava.
Tutti volevano sapere qualcosa di più sull'evento.
Come è successo ? Quando è successo? Di chi era figlio?  Che mestiere faceva il su' nonno?
 e via di questo passo.
Le domande ormai erano raffiche ed  investivano il falegname che seduto per terra, a testa bassa
era concentrato sul suo lavoro.
Barbetta non rispondeva, inchiodava e grugniva, ma il tempo passava inesorabile .

All'ora stabilita per la consegna, con il morto attorniato da parenti addolorati per l'estremo addio, la bara non era pronta.
I parenti iniziarono a protestare mandando munelli da Barbetta per mettergli  prescia.

Sadun sentì le vigule addosso.

Mandò di corsa Armandino, l'apprendista falegname a casa dei parenti  con questo ordine preciso da trasmettere :

" Invece di fare tanta lagna  fate meglio a salare subito il morto, così si mantiene  più a lungo ..almeno fino all'arrivo della bara" .

venerdì 31 agosto 2012

Lo Storiaio racconta : Oro di Maremma sulla rivista "Colline Oggi"

La Rivista " Colline Oggi "  nel numero di Agosto 2012 ha dedicato un articolo  alla  nostra 
Associazione Turistica delle Città del Tufo nella  Maremma Toscana, nata da poco.  

Grazie al  Direttore e alla Redazione della Rivista da parte di tutti i soci di  "Oro di Maremma"  

P.s. Riflessioni dello Storiaio :  

Maremma Boncitta.! 
Ho sempre raccontato alla gente le storie della mì terra, la Maremma Toscana,
era il mio mestiere un tempo quando non era facile essere ascoltati.
La gente lavorava tanto e con fatica, c'era poco tempo da dedicare alle Storie. 
Mira invece che capita ora : 
le storia del "Topino"  è pubblicata sulla  Rivista "Colline Oggi" .
Allora, mi pare di capì da questo fatto che agli uomini ascoltare le Storie, garba sempre . 



giovedì 30 agosto 2012

Lo Storiaio racconta: La Mostra Mercato Antiquariato Arte e Artigianto in Pitigliano

La Mostra Mercato Antiquariato Arte e Artigianato in Pitigliano iniziata il 18 agosto si è conclusa il 26 Agosto.
Maremma bellina,
quante cose erano esposte nella Mostra !
Tavoli,  lampade, gioielli , fiori secchi, vestiti, mobili  antichi e bei lavori fatti con le mani..

La gente entrava, guardava tutto senza trascurare un solo banco.
Pè comprà mi pare che erano un pò di meno.

Sono stato presente alla Mostra anche se le malelingue, non vedendomi, raccontavano in giro che ero a zonzo a fare niente.
Ma che fare niente!! Gironzolavo fra la gente, fra voi, cercando altre storie da raccontare .

Da quando sono più importante ho due Apprendiste Storiaie. Le Apprendiste stanno imparando per benino il mio mestiere di Storiaio e già sono capaci di sostituirmi.

Maremma Antiquariata, se tu sapessi come è stato interessante osservare ed ascoltare tanta gente !


Ho visto sulla facce dei turisti la curiosità e l'allegria mentre si  avvicinavano al  banco di " Oro di Maremma" per  pescare nel cesto i rotolini di carta con i mei pensieri .

Mi chiedi cosa avevo scritto sui rotolini di carta ?  Ma tu dormi sempre mentre io parlo, Maremma Sciorna !

Avevo scritto i pensieri miei, di me, dello Storiaio della Maremma .



E' stato bello vedere la gente così contenta. I Turisti si divertivano e alle volte vincevano !
Tutti i soci di " Oro di Maremma"  hanno portato un regalo, un prodotto della
nostra terra e delle loro Aziende (solo agricoltura biologica- bio-dinamica) o un buono per ottenere lo  sconto, un biglietto per un ingresso libero, delle creme.
Bisognava avere fortuna e prendere fra tanti, il bigliettino giusto!

Alcune persone avvicinandosi al banco, parlavano di me ricordando quando raccontavo Storie nelle fiere, nei  mercati o nelle sagre dei paesi. .

Dei " Signori" invece ricordavano sopratutto il mì pappagallino verde e i fogliettini di carta arrotolati nella pasta dove leggevano il futuro, che lui da bravo pappagaletto,  tirava fuori dal cassettino della gabbia.

Ho rimproverato le Storiaie di  non averli fatti  tacere subito quei Signori!

Maremma Boncitta,
ti pare una cosa fatta per il verso giusto questa ?
Dare tanta importanza al pappagallino e non a me,  mica mi garba.





mercoledì 15 agosto 2012

lo Storiaio racconta: Biscotti di Ferragosto della Maremma


Buon Ferragosto a tutti!
Oggi mi metto a preparare i biscotti di Ferragosto per gli amici!
E' una ricetta antica! Tutte le donne  in Maremma a Ferragosto preparavano i biscotti a forma di otto.

Se li vuoi fare anche tu, metti subito un pò di anici a bagno nel vino.
La contadina ieri mi ha dato 10 uova per avere un lunaio, sono fresche e uso quelle.
Vedrai che biscotti che verranno!
Ci metto insieme 8 etti di zucchero, l'olio, la farina e per ultimo gli anici.
Quanta farina ?
Maremma inzzuccherata, se non sei sciorno ti regoli con l' occhio.

Fai la pasta, se la lavori tanto tempo ti viene meglio.
Con la pasta fai i biscotti a forma di OTTO o, se non ti riesce, fai ciambelle tonde e dorate con il tuorlo
dell'uovo sbattuto.
Mettili nel forno che deve essere già caldo per 45 minuti, e non li scordà li dentro|.
Se gli amici tuoi hanno bambini, falli a forma di bambola o di cavallino a secondo se so'  maschietti o femminucce.



Ricetta eFoto: Maremma a Tavola Ed. Tellini.

giovedì 9 agosto 2012

Lo Storiaio racconta: La sua emozione nell' 'Eremo di Ischia di Castro

Lo so che mi aspettavi,
sono tornato e Ti racconto una storia:

E' la storia di ieri  quando  la luna era calante..

Maremma boncitta,
mi dai subito il pilotto e mi interromi! Se invece stai  zitto, io comincio Maremma muta!

Ero diretto verso la casa di un omino che vive ad  Ischia di Castro. Dovevo vendergli i lunai, si, quei  libretti utili a tutti i contadini!  .
Da Pitigliano o da Sorano mi sposto camminando , non sono mica vecchio e rammollitto sono solo 26-28km .

Avanzavo e intanto contavo i lunai  ancora  legati al mio bastone.
Cammina, cammina sono arrivato al ponte di San Pietro seguendo il percorso del Fiume Fiora .

                                Foto by Livia Ceccobelli  

Arrivato lì ho cambiato il mio programma e invece di continuare verso Ischia di Castro ho seguito il cartello che indica Poggio Conte.  Camminando nel bosco sono arrivato all'Eremo di San Colombano.
Quando la luna è calante, mi sento come un' anguilla.
Così, senza capire il perchè, sono arrivato nel luogo che vedi nella foto .
C'è una cascata e l'acqua scivola su un masso nero in fondo alla parete.
La roccia nera piramidale, termina a forma di triangolo.
Che Meraviglia fare il bagno qui!
Sai, per gli Etruschi queste acque erano sacre. Questo  era un luogo di culto per la salute, per la cura.
Mi chiedi perchè un  posto così bello è poco sconosciuto ?
Non lo so io!!
Ma,  sono contento come un Re.

Ricominci ?  Non siamo in Toscana ma siamo nel  Lazio!
Io non  conosco i confini, io vado...libero.
Questo è il mio territorio, lo conosco tutto e conosco le sue storie, non le separo mica!

Maremma boncitta, mi ci fai pensà, perchè un posto così bello non lo conosce nessuno?

Ho fatto il bagno sotto la cascata, ho toccato con le mani  la pietra nera..
L' odore della terra, delle foglie, delle piante e il sapore buono dell'acqua fresca
mi entravano nel naso, nella bocca.  Improvvisamenete poi , ho sentito La Musica!!
                                          Foto by Livia Ceccobelli 
Mi sono scombussolato. Ecco fatto, ho detto, sono morto e sono già davanti la Porta del Paradiso!
                                          Foto by Livia Ceccobelli  

Vicino alla cascata c'è una chiesa rupestre di età Templare.
Prossimi alla Chiesa,  due giovani suonavano strumenti a fiato mentre intorno non c'era nessuno.
Il loro pubblico era l' ambiente,  la sacralità del luogo, anch' io,  ma ero nascosto.
Io so un uomo,sono uno Storiaio, mica un so' un cittino, ti devo confessare però che ero commosso.
Sentivo un senso di pienezza, Maremma emozionata!
Questa è la storia di oggi.    

Foto by Livia Ceccobelli

Foto by Livia Ceccobeli 

                                   Foto by Livia Ceccobelli  

venerdì 3 agosto 2012

Lo Storiaio racconta: Il Video di Oro di Maremma e le sue personali tribolazioni

Vi  racconto la vera storia sul  Video di "Oro di Maremma"  Associazione di Promozione Turistica Città del Tufo della  Maremma Toscana.

Una giornata travagliata per me , ma ora vi dico tutto, da cima a fondo.

Ieri mattina ero con il fotografo di Pitigliano Carlo Fè, lo conosci, sai  chi è?
Si, quello bravo che ha fotografato tutto quello che c'è da fotografare da noi, quello che la nonna gli  trovava i funghi porcini da 4 kg.
Ecco, eravamo al bar con due caffè, boncitti come  Angioletti.

All 'improvviso si sono avvicinati due uomini e mi hanno chiesto di seguirli nel Palazzo Orsini.
Immagina come mi sono sentito trovandomi  davanti  due tipi cosi :

Arrivati all'interno del Palazzo i due hanno iniziato ad aprire le borse che avevano, tante borse tutte nere, nere.
Non la finivano più di tirare fuori macchinari.

Nel frattempo Carlino era sparito e il mio pappagallaccio verde starnazzava come un pazzo, fino a che io, esasperato,
ho coperto la gabbia con uno straccio.
























Quando il regista ed il fotografo mi hanno chiesto di parlare, di  raccontare le storie davanti a quegli aggeggi i miei occhi hanno iniziato a strabuzzare fuori dalle orbite e mi sono subito ammutolito.

Maremma Boncitta e strabuzzata, ti pare che sia possibile per me raccontare storie in questo modo?

I due perdevano tempo, così  hanno chiamato una ragazza bellina e preparata.
Lei, al contrario di me, chiaccherava tanto. Parlava della Maremma, di Oro di Maremma, non aveva paura di quelle macchine.

Maremma assolata,  che vita di tribolazione,  me la sono cavata per un pelo!

Terminate le riprese nel Palazzo Orsini,  
via.... partenza con la macchina e me dietro, nascosto sotto le borse nere nere .
Siamo arrivati  alle Terme di Sorano.                  

Certo , conosco tante  storie su questo luogo antico e magico, conosco anche ogni punto del territorio  dove l'acqua calda naturalmente sorga , fra le rocce. 
Non le ho raccontate a loro, le racconterò solo a voi,  non sono mica sciorno!
 Il regista ed il fotografo hanno scovato il punto nel bosco dove, da  giovane, mi incontravo con gli altri Storiai delle Maremma. 
    
Eravamo  tutti dei giocherelloni,  danzavano e sapevamo volare  in aria leggeri,  come fanno le foglie.
Il pappagallino era svenuto nella gabbia quando ci hanno caricati ancora nella macchina e Via..
verso l' Azienza di VitiVinicola  "Villa Corano", a Pitigliano. 

 Qui a Villa Corano, mi sono rilassato finalmente!  Ho bevuto un bicchiere del vino che fanno loro, fresco e buono come un nettare! Ci devo tornare in questo posto..
Mentre il regista e il fotografo effettuavano riprese, io ho chiaccherato con la Quercia, quella che vedi nella foto. 
Lei è una Signora Potente nel territorio. 

Ho raccontato tutto e puoi capire ora la mia tribolazione, ma dimmi una cosa: 
Il paese che si chiama " iutubbe", ho sentito,  dove noi dobbiamo andare, è lontano dalla Maremma ?